Siffredi "celebra" Matrimonio a Parigi
Di sicuro i francesi ce lo invidiano, non sto parlando del Bartali dei bei tempi ma di Rocco Antonio Tano, in arte Rocco Siffredi, pornodivo italiano e star mondiale dei film a luci rosse.
Bello come un attore del cinema mainstream, corpo perfetto e curatissimo ma non grossolano, il biondo dei sogni di moltissime donne e il pene più invidiato dagli uomini. Un mito italiano, gentile e misterioso quanto basta, del personaggio romantico ha i modi affabili che sfociano poi nell'esatto opposto: un allucinato sadomasochismo che, in molti film, l'ha portato a bistrattare le colleghe tra bruciature e altri esercizi "particolari" fino a quella scena memorabile, a detta dei pornografi, in cui appare in abiti femminili legato a una croce e vittima delle più truci umiliazioni.
Dal '93 oltre che attore diventa anche regista e produttore. Siffredi predilige la presa diretta, senza doppiaggio e ama mettere a confronto pornostar professioniste con dilettanti allo sbaraglio per coinvolgere il suo pubblico, per farlo fremere di quel voyeurismo, di quella partecipazione, di quel "vorrei esserci io lì" che è una delle forze propulsive più prepotenti dell'hard, infatti viene definito un vero e proprio tecnico del sesso. Il suo segreto come regista, per non fare mai cilecca, sembra essere il trovare parti del corpo sensuali anche in chi bello non è per questo ha girato anche film con signore attempate.
Un abile accorciatore delle distanze tra pubblico e mondo dell'hardcore si diverte qua e là a dare smacco al "porno per tutti fatto da tutti" con immagini shock che, nel corso del tempo, si sono fatte sempre più turpi, questo non ha scalfito la sua immagine che ha bucato il mondo dell'hard ed è finita per attirare le simpatie di professionisti, massaie e alla fine anche chi i film porno neppure li segue.
Il tutto incominciò quando Rocco, nell’85, si guadagnava da vivere facendo il camiere e nel tempo libero, occasionalmente, frequentava i privé per scambisti, l'ex attore, regista, Gabriel Pontello lo vide in azione e lo scritturò.
Da lì una carriera ai massimi livelli, da attore a regista, non facendosi mancare nulla nemmeno la pubblicità. Indimenticabile quella delle patatine fritte chips: "Io di patate ne ho viste tante. Gustose, fragranti. Non ce la faccio a stare senza, le ho provate tutte. Americane, tedesche, olandesi, piccole e grandi, con la sorpresa. Le prendevo così, senza tanti complimenti, anche tre alla volta. Ma nessuna è come questa. Fidati di uno che le ha provate tutte, Amica Chips è la migliore".
Con una frase audace, Siffredi confessa che nonostante la sua grande esperienza non aveva mai assaggiato una patatina tanto buona.
Ed ora Rocco riprova ad ammaliarci con una mossa che và oltre ogni aspettativa, un nuovo film uscito ieri nelle sale italiane “Matrimonio a Parigi”, nel cast, insieme a lui, Massimo Boldi e la famigerata "sconsolata". Un film che inizia con un "C’era una volta..." e finisce con "…e vissero felici e contenti." il classico cinepanettone.
A chi gli domanda come mai dall’hard ad un film per tutta la famiglia? Con il suo sorriso provocante risponde: "una sfida all’Italia bigotta!". Non ci resta di vedere l’esito di questa sfida, anche se l’istinto per il momento è quello di rispondere con un altro sorriso che dice: Italia bigotta? Un Italia dove il bunga bunga fà da padrone e dove i politici vanno a trans e i preti sono coinvolti in ogni tipo di scandalo sessuale?.
Caro Rocco, questa volta la vedo dura, ma per te!



