Chirurgia al seno: un bene di lusso

Scritto da sharamine. Posted in Pink

Ogni anno più di 180 mila italiani ricorrono alla chirurgia estetica per correggere qualche difetto, vero o immaginario, visto che non sempre gli interventi sono dettati da concrete esigenze mediche. In questo esercito di "malati", talvolta immaginari, ci sono più di 25 mila donne che vanno in sala operatoria per un seno nuovo.

Queste le stime sul ricorso alla chirurgia estetica nel nostro Paese, illustrate da un'indagine sulle italiane e gli interventi di chirurgia estetica, realizzata dalla Swg su un campione di 500 donne, di età compresa tra i 16 e i 45 anni. La voglia di ritocco delle italiane sembra concentrarsi sul décolleté. Il 49% delle intervistate, infatti, ammette che un seno abbondante aumenta l'autostima e migliora la percezione di sé. E il 33% sarebbe disposto a un intervento chirurgico per rimodellarlo.

Un dato che potrebbe anche essere sottostimato, visto che oltre il 30% delle signore che si dichiarano poco inclini a fare ricorso alla chirurgia plastica, si vergognerebbe ad ammetterlo (soprattutto le più mature). Una donna su due, inoltre, dichiara di conoscere almeno una persona che si è rifatta il seno o che ha cercato di spianare le rughe. Negli ultimi anni si è dramaticamente abbassata l'età delle pazienti che chiedono di rifarsi il seno. Tanto che non sono rari i casi di ragazzine di 15, 16 e 17 anni che si presentano negli studi dei chirurghi plastici, o che chiedono ai genitori un seno nuovo come regalo di compleanno o per il diploma.

Il chirurgo estetico e docente all'Università Sapienza di Roma, Giulio Basoccu commenta con favore linee guida ministeriali per impedire i ritocchi al seno alle under 18. «Non è solo una questione di sviluppo della ghiandola mammaria - dice lo specialista all'ADNKRONOS SALUTE - ma in ballo c'è anche la capacità della paziente di assorbire un cambiamento fisico notevole, di adattarsi al seno ritoccato. Una capacità che a volte non c'è nemmeno a 20-25 anni. Spetta allo specialista valutare, caso per caso, le richieste delle pazienti. E dire di no. Tenendo conto anche di desideri e aspettative, che non devono essere irrealistici o portare a risultati sproporzionati, che possono segnare il fisico». E proprio a questo proposito Basoccu critica l'esempio mediatico di Cristina Del Basso, la maggiorata del Grande Fratello. «Un paradigma dell'inopportunità: protesi troppo grandi hanno portato a un lavoro sproporzionato, che fa pensare al seno come a un giocattolo. Si tratta di un cattivo modello - dice Basoccu..Ognuno del proprio corpo fa ciò che vuole, ma l'ostentazione sui media di un attributo fisico frutto di un intervento eccessivo eseguito in giovane età rischia di trasmettere ai giovanissimi l'idea che tutto si possa fare senza danni o senza rischi. Ma questo non è vero» - conclude.

Quali sono le caratteristiche ideali dal punto di vista psicologico per potersi sottoporre ad un intervento di chirurgia estetica? E' essenziale avere una personalità stabile, essere cioè una persona equilibrata, serena in grado di affrontare bene il decorso postoperatorio. Non crearsi aspettative eccessive ed essere consapevoli che l'operazione chirurgica può correggere un difetto ma non cambiare i connotati: l'intervento può solo migliorare l'aspetto fisico in modo realistico. Il paziente ideale non si aspetta di cambiare totalmente la propria vita, di risolvere problemi in ambito affettivo, sociale lavorativo: un difficile rapporto con il partner o un insuccesso in ambito professionale non possono essere superati esclusivamente grazie ad un cambiamento fisico esteriore.

Ed ora per l’esercito delle amanti del decolltè un fulmine a ciel sereno dalla GB.la “boob tax”!

Per apparire bisogna soffrire: il proverbio caro alle nostre nonne si adegua ai tempi moderni e la sofferenza da fisica diventa anche economica, almeno in Inghilterra: se passerà la proposta della “HM Revenue & Customs”, d’ora in avanti a qualunque intervento di chirurgia meramente estetico (ovvero, non dovuto a ragioni mediche specifiche e accertate) verrà applicata l’IVA del 20%. In poche parole le tanto amate “tette” rifatte verranno calcolate come beni di lusso.

E se si introducesse la “boob tax” anche in Italia? Perchè no? Si tassano sigarette ed alcolici, perchè non estenderlo a queste spese puramente estetiche? Forse per risparmiare alla Santanché o al “Grande Capo” di raccontarci che i loro interventi sono necessarie emergenze sanitaria?

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