Il "seme" degli esordienti
Perugia (AdnPromos) – Per il lancio del suo libro, l’esordiente Francesco Boccia, 44 anni, napoletano, dichiara di aver fatto “correggere” con il proprio liquido seminale l’inchiostro per la stampa della prima tiratura del suo libro. Una trovata per emergere in un mercato, come quello dell’editoria, appannaggio dei soliti noti.
E’ così difficile per un esordiente farsi notare da una casa editrice?
«Quasi mai le case editrici mi hanno concesso l’onore di una loro risposta. Anzi. Diciamo che su trenta contattate era già tanto se mi rispondevano in tre. La risposta più frequente è stata un NO, deciso ma mai motivato».
Come le è venuta quest’idea di mescolare liquido seminale all’inchiostro delle stampa?
«Il mio editore, dopo aver letto il libro, non ha lesinato in complimenti, ha però subito aggiunto che soldi da investire nel lancio pubblicitario non ne aveva abbastanza. L’unico modo era trovare un’idea “forte” che avrebbe dato da parlare ai media».
Scusi la battuta, ma quanto le è costato in termini di “salute”?
«Ho dovuto raccogliere ben mezzo litro di sperma, impiegando circa due settimane. E basterà solo per la prima tiratura di 2.000 copie. Ad ogni modo non mi lamenterò se dovesse esserci una ristampa, sarò ben lieto di contribuire ancora».
Di cosa parla nel libro?
«Parlo di trentenni, pur avendo oltrepassato i quaranta. Non si tratta di un rifiuto della crescita. Al contrario. Una consapevolezza di frontiere generazionali ormai sfumate, per cui ci si può trovare a valicarne i limiti senza percepire il cambiamento. Ci si ritrova a mezza età, almeno per i canoni di un tempo, e si vive ancora con gli schemi della tarda adolescenza. Comunque, trentenne è diventata una categoria metafisica, teorica, include tutti quelli che ancora non sono riusciti a entrare nel mondo. Escluderei solo chi ne sta fuori per scelta».
Il titolo?
«La generazione delle vacuità».
