Sharamine

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  • Innanzitutto provo a farvi capire in che ambiente sono cresciuta. Sono l'ultima arrivata di una cucciolata di 4 figli. L'unica femmina.


    Credo che mio padre avrebbe continuato ancora, se non arrivavo, tanto era il suo desiderio di avere una figlia femmina dentro casa.


    Sono cresciuta viziata, coccolata e iperprotetta dai miei genitori, fino all'età di 10 anni quando ho incominciato a tirare fuori il mio carattere "ribelle".


    In casa non mi era permesso di girare con gli slip e una canotta in quanto c'erano i miei fratelli e non era corretto nei loro confronti.


    Così... con questa mentalità sono stata cresciuta dai miei genitori.


    I miei fratelli, proprio perché il mio corpo era inesistente di curve , mi chiamavano acciuga...di conseguenza anche i loro amici quando venivano a casa mi dicevano " ciao acciuga"....


    Avevo 13 o 14 ani e ne soffrivo perché tra quegli amici più grandi di me c era anche qualcuno che mi piaciucchiava.


    A scuola nessuno mi filava ,a quell’età, perché non si capiva bene se ero maschio o femmina, oltretutto giocavo nella squadra di pallavolo femminile della scuola e per comodità portavo i capelli corti e il mio corpo, che coprivo con jeans e felpe grandissime ,non parlava di certo in positivo in merito.


    Poi improvvisamente all'età di 16 anni l'anatroccolo è diventato una sorta di cigno... non sono di certo diventata una tipa tutte curve ma ero sicuramente una bella ragazzina.


    Incominciano i primi approcci con i ragazzi anche di quelli che per primi mi chiamavano acciuga e quasi per ripicca rispondevo con un no fiera ,come fosse una vendetta, alle loro avance.


    Ma a 16 anni non sei portata alla riflessione sei concentrata nella ricerca del bacio del principe azzurro e non vedi l ora di trovarlo e poterlo raccontare alle amiche . Non ti poni nemmeno domande se ti soffermi, a guardare attratta, il corpo di qualche amica negli spogliatoi dopo le partite di pallavolo.


    Il primo campeggio come premio per la promozione, in seconda ragioneria e si parte con delle amiche per il mare in tenda. Lì incomincia tutto.


    C'era Marina con noi , e mi piaceva, mi piaceva parecchio e non capivo come mai da Claudio un compagno di scuola che mi correva dietro non desideravo un bacio mentre da Marina magari l'avesse fatto!!.


    tornata da quel campeggio ero in preda al totale panico. Avevo 17 anni e mi ero convinta di essere lesbica. Mi piaceva Marina di conseguenza ero lesbica, questo pensavo.


    Ero disperata, spaventata e sopratutto mi sentivo diversa dalle mie amiche che pavoneggiavano con i ragazzini della nostra età. E questo mi portava sempre più ad isolarmi incominciando anche ad avere problemi di buona convivenza con il cibo.


    Non avevo il coraggio di parlarne con nessuno, più passavano i giorni e più mi incaponivo del fatto che ero lesbica.


    Poi un giorno una mia cugina di un anno più grande di me mi induce a raccontare il motivo della mia solitudine cosa non normale a quell’età.


    Glielo dissi confidandole il segreto.


    Ricordo ancora oggi la sua risata mentre mi diceva "ma scusa vuoi dirmi che tu non ti sei mai masturbata con le tue amiche? tutte lo fanno ma non vuole dire essere lesbiche".


    Quella sera mia cugina mi insegnò i giochi della masturbazione.


    Non ho avuto storie fino a 19 anni quando mi sono innamorata di chi? Di una ragazza di 24 anni.


    Lei, lesbica lo era davvero ed era pure un attivista del giornaletto GBLT che in quegli anni stava sorgendo come movimento politico.


    Frequentando lei ho scoperto che i gay le lesbiche e i bisessuali non sono solo parole che si leggono su Cioè che in quegli anni compravo, ma che erano persone che esistevano davvero.


    Ero finalmente innamorata, ma non era il principe che aspettavo... era una donna.


    Potete capire la disperazione vedevo tutto nero non immaginavo pensare cosa poteva succedere se la mia famiglia lo veniva a sapere.


    Lei viveva la mia disperazione e con infinita pazienza e dolcezza mi ha fatto capire e l’accettare la mia bisessualità.


    Non ero lesbica ero e sono una bsx... provo attrazione sia per l'uomo che per la donna indistintamente.


    Avevo 22 anni quando una sera ho deciso di dire tutto a mia madre, ero stanca di prendere in giro la mia famiglia e sopratutto di litigare perché non capivano il mio comportamento sempre sfuggente nei loro confronti, non parlavo, ero sempre silenziosa, come a nascondere qualcosa e loro non capivano.


    Erano addirittura arrivati a pensare che ero caduta in un giro di droga ed ero stanca di sentirmi dire cose assurde per proteggere cosa? Una realtà: che ero bisessuale?


    Così non avendo il coraggio di parlare direttamente a mia madre che ritenevo potesse essere la più comprensiva dei miei genitori, le scrissi una lettera.


    Ricordo ogni parola scritta. Le spiegavo tutto, dai miei 14 anni fino ai 22 anni.


    Ogni parola scritta era bagnata dalle lacrime perché ero consapevole di essere una delusione per lei.


    Le diedi la lettera alla mattina e sono uscita per andare in biblioteca a quei tempi andavo all'università.


    Rientrata mia madre non mi disse nulla ma mi ha raggiunta in camera e al contrario di quello che pensavo e che immaginavo mi disse delle belle parole e mi chiese addirittura scusa per non aver capito nulla.


    Insieme l'abbiamo detto a mio padre che già mia madre aveva preparato, ricordo ancora i suoi occhi lucidi quando gli dissi: papà, sono una roulette russa, posso innamorarmi di un uomo e avere la famiglia che hai sempre immaginato per me, con tanti nipotini, ma posso innamorarmi di una donna, non te lo sò dire... e ricordo ancora la sua arrabbiatura quando gli ho presentato la tipa con cui stavo.


    Ma il tempo aiuta e piano piano tutti se ne fanno una ragione basta prendere atto e coscienza della realtà.


    La storia con lei è durata per poco dopo che sono riuscita a dire ai miei genitori del mio essere.


    Da lì la mia serenità nel vivermi e accettarmi per quella che sono.


    Ma è stato un periodo davvero sofferto.


    Dopo di lei una storia importante con un uomo durata 5 anni tanto importante per me tanto quanto si è rivelata una delusione.


    Ma le delusione bisogna superarle... e l ho fatto.


    Ora sono serena... volete sapere se sono innamorata? Si lo sono, della vita, che spero un giorno possa farmi incontrare  una persona che sappia farmi innamorare nuovamente consapevole della mia bisessualità ma altrettanto consapevole che è vero, posso essere attratta sia da un uomo che da una donna, ma dal momento che sono innamorata divento monosessuale.


    Kensa

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